Aperti lunedì - sabato 7.30 - 21.00; domenica 10.00 - 21.00
Scrivici per richiedere informazioni:
19/10/2026
"Dottore, ma il mio cuore sta bene?"
È la domanda che sento più spesso in ambulatorio. A volte arriva da chi ha avvertito un battito strano o un senso di oppressione al petto; altre volte da chi non ha alcun disturbo ma ha un padre che ha avuto un infarto o ha appena scoperto di avere la pressione alta.
In entrambi i casi, il primo passo per rispondere è quasi sempre lo stesso: una visita cardiologica con ECG.
Il cuore spesso manda segnali che tendiamo a sottovalutare o ad attribuire allo stress. Consiglio di non rimandare una valutazione se si presentano:
Un chiarimento importante: se il dolore toracico è intenso, improvviso, si irradia al braccio, alla mandibola o alla schiena, oppure è accompagnato da sudorazione fredda e nausea, non si prenota una visita: si chiama subito il 118!
Molte patologie cardiovascolari, come l'ipertensione o alcune aritmie, possono restare silenziose a lungo. Per questo una visita cardiologica completa di ECG ha senso anche in assenza di disturbi, in particolare quando sono presenti fattori di rischio:
La consiglio inoltre prima di iniziare un'attività sportiva impegnativa, in vista di alcuni interventi chirurgici o durante l'assunzione di farmaci che possono influire sul ritmo cardiaco. Con l'avanzare dell'età, poi, un controllo periodico diventa un'abitudine preziosa: la frequenza dei controlli la stabiliamo insieme, in base al profilo di ciascuno.
La visita si articola in alcuni momenti ben distinti e nessuno è una semplice formalità.
È la parte a cui dedico più attenzione. Vi chiederò dei vostri sintomi, delle abitudini di vita, dei farmaci che assumete, delle malattie precedenti e della storia familiare. Spesso è proprio qui che emergono gli elementi più utili per orientare la diagnosi.
Misuro la pressione arteriosa, ascolto il cuore e i polmoni con il fonendoscopio per individuare eventuali soffi o rumori anomali, valuto i polsi periferici e la presenza di edemi.
Vengono applicati alcuni elettrodi adesivi sul torace, sui polsi e sulle caviglie. Lo strumento registra l'attività elettrica del cuore e la traduce in un tracciato che leggo al momento, durante la visita.
Metto insieme tutte le informazioni raccolte, vi spiego cosa ho osservato e vi consegno un referto con le indicazioni su terapie, stili di vita ed eventuali approfondimenti.
No, l'elettrocardiogramma è un esame del tutto indolore e non invasivo: non emette radiazioni e non trasmette corrente al corpo, si limita a "ascoltare" il segnale elettrico del cuore. La registrazione vera e propria richiede pochi minuti: l'unica cosa che chiedo è di restare sdraiati, rilassati e senza parlare, per ottenere un tracciato pulito.
L'ECG a riposo è uno strumento semplice ma molto informativo. Può evidenziare alterazioni del ritmo cardiaco, come la fibrillazione atriale o le extrasistoli, disturbi della conduzione elettrica, segni di sofferenza del muscolo cardiaco o di un pregresso infarto, e indizi di un ispessimento delle pareti del cuore.
È però importante conoscerne anche i limiti. Un tracciato normale fotografa il cuore in quel preciso momento: un'aritmia che compare solo saltuariamente potrebbe non essere registrata. Per questo, quando il quadro lo richiede, posso suggerire esami di secondo livello: l'ecocardiogramma, per studiare la struttura e la funzione del cuore; l'Holter cardiaco, che registra il ritmo per 24 ore o più; il test da sforzo, per valutare la risposta del cuore durante l'attività fisica; o l'Holter pressorio, per monitorare la pressione nell'arco della giornata.
Non serve essere a digiuno né sospendere le terapie in corso, salvo diversa indicazione. Qualche accorgimento, però, rende la visita più efficace:
Una visita cardiologica con ECG richiede poco tempo, non è invasiva e può fare una grande differenza: individuare precocemente un problema significa poterlo gestire con maggiore efficacia e, spesso, con interventi più semplici.
Non aspettate che i sintomi diventino importanti per prendervi cura del vostro cuore! Se avete dubbi o fattori di rischio, parlatene con il vostro medico di famiglia o prenotate una valutazione presso il servizio di Cardiologia di GCS Point.
______
Articolo a cura del Dott. Lorenzo Guarino, medico chirurgo Specialista in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare. Ultima revisione 19/10/2026.