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13/04/2026
In una fase acuta ("colpo di freddo" o sforzo improvviso), il dolore può risolversi in 7-14 giorni con il giusto riposo e trattamenti antinfiammatori. Tuttavia, se i sintomi persistono oltre le 3 settimane, il dolore rischia di diventare cronico. In questo caso, è fondamentale una valutazione fisiatrica o ortopedica per evitare che la rigidità si stabilizzi.
La posizione migliore è quella supina (a pancia in su) con un cuscino che sostenga il vuoto del collo, oppure sul fianco con un cuscino di altezza pari alla distanza tra spalla e orecchio. Evita assolutamente di dormire a pancia in giù, poiché costringe le vertebre cervicali a una rotazione forzata per molte ore.
Sì, è molto comune. Si parla di vertigine cervicogenica. Poiché i muscoli del collo inviano segnali al cervello riguardo alla posizione della testa, una contrattura severa può "confondere" il sistema dell'equilibrio, causando sensazioni di instabilità, nausea o stordimento.
Assolutamente sì. Il freddo causa una vasocostrizione e una contrazione involontaria dei muscoli per generare calore. Questo aumenta la rigidità delle fibre muscolari già infiammate. Coprire il collo con una sciarpa e applicare calore locale (come una borsa dell'acqua calda) può dare un sollievo immediato.
La cervicalgia è il dolore localizzato esclusivamente al collo. La cervicobrachialgia, invece, si verifica quando l'infiammazione coinvolge le radici nervose che vanno verso il braccio, causando dolore, formicolio o perdita di forza fino alla mano. Quest'ultima richiede spesso un approfondimento diagnostico (RM o EMG).
Dipende dalla fase. Nella fase acuta (dolore forte e blocco dei movimenti), il riposo attivo è preferibile. Una volta superata l'infiammazione, l'esercizio è la migliore medicina: rinforzare i muscoli della parte alta della schiena e del core aiuta a scaricare la pressione dalle vertebre cervicali.
Non sempre il dolore richiede un esame radiologico immediato. La Risonanza Magnetica (RM) o la RX vengono prescritte dai nostri ortopedici quando il dolore non risponde alla terapia manuale, se c'è stato un trauma importante o se sono presenti sintomi neurologici come la perdita di sensibilità o forza agli arti superiori.
Sì, si chiama cefalea cervicogenica. È un dolore che spesso parte dalla base del cranio e si irradia verso la tempia o dietro l'occhio. In questi casi, il trattamento manipolativo eseguito da un osteopata o da un fisioterapista del GCS Point è estremamente efficace nel ridurre la frequenza degli attacchi.
Il collare (morbido o rigido) va usato solo su indicazione medica, generalmente dopo un trauma come il colpo di frusta. L'uso prolungato e ingiustificato è controproducente, poiché "pigrisce" i muscoli del collo, portandoli all'atrofia e peggiorando il problema nel lungo periodo.
Se il dolore è causato da un disallineamento posturale o da una contrattura cronica, il farmaco spegne l'infiammazione chimica ma non risolve la causa meccanica. È qui che interviene l'approccio multidisciplinare del GCS Point: affiancare alla terapia medica quella manuale (FKT e Osteopatia) per agire sulla radice del problema.