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Maternity blues e sintomi depressione post partum: come riconoscerli e prevenirli?

Maternity blues e sintomi depressione post partum: come riconoscerli e prevenirli?

12/10/2020

Il maternity blues è una condizione transitoria molto frequente nelle donne, che avvertono una sensazione di tristezza e affaticamento conseguente al parto. La depressione perinatale può manifestarsi anche come depressione post partum e psicosi post partum. Vediamo come riconoscere e prevenire i sintomi.

La depressione perinatale: maternity blues, depressione post partum e psicosi post partum

La depressione perinatale (attorno all’evento nascita) è un argomento che troppo spesso rimane taciuto dentro la retorica ed il cliché della “mamma felice”.
Di contro, molti studi evidenziano che ogni anno almeno il 50% delle donne che ha partorito vive un baby blues dopo il parto e il 10-15% soffre (con intensità diverse) di disturbi di tipo depressivo.
In rarissimi casi si può manifestare una vera e propria psicosi post-parto.


Vediamo come si caratterizzano queste tre manifestazioni di disagio.

Maternity blues

Il baby blues o maternity blues (dove “blues” sta per malinconia), è una reazione negativa, una condizione di disagio interiore della neomamma caratterizzata da un’indefinibile sensazione di malinconia, tristezza, irritabilità ed inquietudine, che raggiunge il picco 3-4 giorni dopo il parto. Si tratta di un lieve e transitorio disturbo emozionale in genere senza conseguenze psicologiche a lungo termine.

Nella maggior parte dei casi la malinconia si esaurisce entro e non oltre i 10-15 giorni dal parto: è direttamente conseguente al drastico cambiamento ormonale nelle ore successive alla nascita (crollo degli estrogeni e del progesterone) che in un paio di settimane si riassesta e alla spossatezza fisica e mentale dovuta al travaglio e al parto.

Depressione post partum

Altre volte, questa tristezza può diventare più intensa e duratura: si parla allora di depressione post parto. Si tratta di una patologia vera e propria che, se trascurata, tende a divenire cronica.

La neomamma è in questi casi colpita da uno stato di malessere profondo ed invalidante, che si può manifestare con:

  • sensazione di tristezza continua
  • ansia
  • paura incontrollata
  • senso di inadeguatezza e colpa
  • mancanza di fiducia in sé stesse
  • mancanza di entusiasmo e perdita di interesse o di piacere nel fare le cose
  • difficoltà di attenzione, concentrazione e memorizzazione
  • senso di fallimento ed inutilità
  • irrequietezza
  • perenne stanchezza, dolori e debolezza muscolare
  • disturbi dell’appetito (perdita o eccessivo appetito)
  • disturbi del sonno (insonnia)
  • mancanza di emozioni o sensazione di fastidio nei confronti del bambino, che viene spesso sentito come un peso
  • preoccupazione ingiustificata ed eccessiva nei confronti del bambino
  • totale disinteresse verso il neonato
  • paura di restare sola con il bambino

La depressione post parto solitamente si affaccia intorno alla 3°/4° settimana dopo il parto e può prolungarsi, a volte, per oltre un anno.

I fattori di rischio di una depressione post partum sono:

  • aver sofferto in passato di ansia, depressione, nevrosi ecc. o dopo gravidanze precedenti
  • scarsa autostima, perfezionismo
  • familiarità con disturbi psichiatrici
  • casi di depressione in famiglia
  • solitudine, mancanza di aiuto e sostegno da partner, familiari, amiche, ostetriche, levatrici, doule
  • evento traumatico recente come un lutto, la separazione, il licenziamento
  • relazione di coppia problematica
  • eventuale violenza subita dal partner
  • parto traumatico (la depressione potrebbe essere la sindrome da stress postraumatico)
  • parto seguito da immediata separazione dal neonato, quindi privato delle scariche ormonali fisiologiche predisposte per l’attaccamento madre-bambino (imprinting), che hanno anche un effetto antidepressivo
  • non essere assistite nel puerperio e all'inizio dell’allattamento
  • isolamento culturale e sociale (soprattutto per mamme di origine straniera)
  • precarietà economica

Spesso le neomamme provano vergogna nel confidare questo malessere agli altri e si sentono sole ed incomprese nel loro malessere. Sono invece proprio la chiusura e l’isolamento gli atteggiamenti più controproducenti.

Psicosi post partum

La psicosi post partum è una condizione patologica rara, con un'incidenza di circa 1 ogni 1000 parti, che insorge nelle prime 4 settimane dal parto.

Si tratta di uno stato patologico molto grave con sintomi quali: delirio, allucinazioni, pensiero e comportamento disorganizzato, distorsione dell’affettività, e con potenziali danni per la salute sia della madre (suicidio) che e del bambino (infanticidio).

Rientra nel campo dei disordini bipolari e pertanto necessita di un inquadramento diagnostico e di un approccio terapeutico farmacologico e non, di competenza psichiatrica.
La psicosi insorge più frequentemente quando c’è una familiarità per disturbi quali schizofrenia o psicosi maniaco depressiva.

Come prevenire la possibile insorgenza di una depressione post-partum?

Prevenire l’insorgenza di una depressione post-partum si può, svolgendo alcuni accorgimenti. Per questo consigliamo di:

  • Informarsi sulla fisiologia di gravidanza, parto e puerperio per poter scegliere, in modo consapevole e secondo i propri desideri, dove, come e con chi partorire
  • Vivere la gravidanza nel modo più gioioso e sereno possibile
  • Farsi accompagnare durante tutto il percorso da persone di fiducia empatiche e rassicuranti (ostetriche, psicologi, doule…)
  • Sentirsi “protagoniste del proprio parto” e rimanere a stretto contatto fisico con il neonato nelle prime ore
  • Frequentare un corso o una nuova attività con altre mamme in attesa o neomamme
  • Parlare e confidarsi senza timore con il partner, la famiglia o gli amici. La prevenzione arriva anche dall’ambiente familiare e dalla rete sociale in cui si vive
  • Tenere un “diario delle emozioni”, dove annotare sentimenti positivi e negativi che si sperimentano in un momento così delicato
  • Mangiare il più possibile regolarmente e avere una dieta sana e ben bilanciata
  • Mantenersi attive e uscire di casa
  • Trascorrere del tempo a interagire con il bambino giocando, ridendo, suonando, parlando, cantando
  • Nei primi giorni dopo il parto cercare di evitare “l’amichevole assedio” di parenti e amici
  • Praticare tecniche di rilassamento come yoga, meditazione, visualizzazioni, respirazioni controllate
  • Allenarsi con passeggiate o brevi sessioni di esercizi (pilates, yoga, posturale)
  • Prendersi del tempo per la cura di sé stesse
  • Cercare di dormire il più possibile: i sintomi depressivi sono più comuni in chi dorme poco
  • Cercare la collaborazione del partner sugli aspetti più pratici della gestione quotidiana… e imparare a delegare.