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Aborto ricorrente: quando la perdita si ripete

Aborto ricorrente: quando la perdita si ripete

05/10/2026

Affrontare un aborto spontaneo è già un'esperienza dolorosa. Quando la perdita si ripete, il vissuto cambia natura: non è più "solo" un lutto, ma anche una domanda insistente — perché sta succedendo di nuovo, e cosa non va in me o in noi?

Si parla di aborto ricorrente quando una coppia affronta due o più aborti spontanei consecutivi, generalmente entro le prime 12-13 settimane di gestazione.

Fino a qualche anno fa la soglia clinica per parlare di "ricorrenza" era fissata a tre episodi; oggi le principali linee guida internazionali (ESHRE, l'Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia) hanno abbassato la soglia a due, proprio per permettere una presa in carico più tempestiva delle coppie coinvolte senza dover attendere un terzo episodio prima di iniziare gli accertamenti.

Le implicazioni psicologiche sulla coppia

Ogni aborto spontaneo comporta un lutto, anche quando la gravidanza è agli inizi. Quando questo si ripete, l'impatto emotivo si amplifica e si trasforma:

  • Il senso di colpa si intensifica, spesso accompagnato dalla sensazione — ingiustificata ma frequente — che ci sia qualcosa "che non va" nel proprio corpo o nella propria genetica.
  • L'ansia anticipatoria rende ogni gravidanza successiva un'esperienza carica di paura più che di gioia, con un monitoraggio ansioso di ogni sintomo.
  • La relazione di coppia viene messa alla prova: i due partner possono vivere il lutto in tempi e modi diversi, generando incomprensioni proprio nel momento in cui ci sarebbe più bisogno di sostegno reciproco.
  • L'isolamento sociale è comune: è un dolore difficile da condividere, spesso minimizzato da chi non l'ha vissuto ("è ancora presto", "riprovate e basta"), e questo porta molte coppie a chiudersi in un silenzio che aggrava il peso emotivo.
  • La frustrazione verso il sistema sanitario si aggiunge quando la coppia sente di essere stata rimandata a casa senza risposte chiare dopo il primo o il secondo episodio.

Per questo, il supporto psicologico non dovrebbe essere un'aggiunta facoltativa a fine percorso ma una componente integrata fin dall'inizio dell'iter diagnostico.

Cosa fare: affrontare il problema in modo strutturato

La buona notizia è che l'aborto ricorrente, nella maggior parte dei casi, può essere indagato con un percorso diagnostico mirato, capace di identificare fattori causali in una parte significativa dei casi — genetici, anatomici, endocrini, immunologici o legati alla coagulazione.

I passaggi fondamentali sono:

  1. Non aspettare il terzo episodio per chiedere una valutazione specialistica: già dal secondo aborto consecutivo ha senso avviare gli accertamenti.
  2. Affidarsi a un percorso multidisciplinare, che unisca competenze ginecologiche, genetiche, endocrinologiche, ematologiche e immunologiche, evitando accertamenti frammentati fatti da specialisti diversi senza un coordinamento.
  3. Non trascurare la dimensione psicologica, chiedendo un supporto dedicato fin dalle prime fasi, non solo dopo la diagnosi.
  4. Costruire un percorso personalizzato: non esiste un protocollo unico valido per tutte le coppie — gli esami e le terapie vanno calibrati sulla storia clinica specifica.

Nasce l'ambulatorio per la diagnosi e cura dell'aborto ricorrente al GCS Point

Per rispondere a questa esigenza, GCS Point Medical Center attiva un ambulatorio interamente dedicato all'aborto ricorrente, sotto la guida della Dott.ssa Natalia Lazzarin, ginecologa.

Il servizio nasce con l'obiettivo di offrire alle coppie un percorso clinico specializzato e personalizzato che integri le competenze necessarie — genetiche, endocrine, immunologiche, ematologiche e anatomiche — in un unico ambulatorio di riferimento, senza dover rincorrere accertamenti frammentati in luoghi diversi. Un percorso che unisce rigore diagnostico e attenzione alla persona, per accompagnare ogni coppia verso il miglior esito possibile.

Per maggiori informazioni, è possibile contattare la segreteria del centro.

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Articolo revisionato dalla Dott.ssa Natalia Lazzarin, medico chirurgo, specialista in Ginecologia e Ostetricia, Responsabile dell'ambulatorio Poliabortività - GCS Point. Ultima revisione 05/10/2026.

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