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Che esami fare per vedere se si ha l'osteoporosi

Che esami fare per vedere se si ha l'osteoporosi

27/08/2026

L’osteoporosi è una malattia che rende le ossa progressivamente più fragili e aumenta il rischio di fratture. Uno degli aspetti più difficili da riconoscere è che, soprattutto nelle fasi iniziali, può non provocare sintomi evidenti. Per questo motivo, controllare la salute delle ossa può essere importante, soprattutto quando sono presenti alcuni fattori di rischio.

Ma quali sono gli esami per l’osteoporosi? Basta fare le analisi del sangue oppure è necessaria la MOC? E quali valori bisogna controllare per capire se le ossa sono in buona salute?

Non esiste un unico esame capace di fornire tutte queste informazioni. La MOC è l’esame principale per misurare la densità minerale ossea, mentre alcuni esami del sangue permettono di valutare il metabolismo osseo e di individuare eventuali alterazioni che possono contribuire alla perdita di massa ossea.

Qual è l’esame per diagnosticare l’osteoporosi?

Quando si vuole verificare la presenza di osteoporosi, l’esame di riferimento è la MOC, o densitometria ossea.

La MOC misura la densità minerale delle ossa e viene effettuata soprattutto a livello della colonna vertebrale e del femore. L'esame è semplice, non invasivo e indolore.

Il risultato viene espresso attraverso diversi parametri, tra cui il T-score, che confronta la densità minerale ossea con quella di un giovane adulto sano.

In generale, un T-score superiore a -1 viene considerato nella norma. Un valore compreso tra -1 e -2,5 indica una condizione di osteopenia, mentre un T-score pari o inferiore a -2,5 è compatibile con osteoporosi.

Il risultato della MOC, però, non dovrebbe essere interpretato separatamente dal resto del quadro clinico. Età, precedenti fratture, familiarità, peso corporeo, menopausa, terapie farmacologiche e altri fattori possono influenzare il rischio di frattura.

Quali esami del sangue fare per l’osteoporosi?

Una delle domande più frequenti riguarda le analisi del sangue per l’osteoporosi.

Gli esami ematici non permettono, da soli, di stabilire se una persona ha l’osteoporosi. Possono però essere molto utili per valutare il metabolismo delle ossa e individuare eventuali alterazioni associate a una riduzione della massa ossea.

Tra gli esami che possono essere richiesti rientrano vitamina D, calcio, fosforo, magnesio, fosfatasi alcalina e paratormone. La scelta degli esami dipende dalla situazione individuale e deve essere valutata dal medico.

Questi parametri possono aiutare a comprendere se esistono carenze o alterazioni che possono avere un ruolo nella salute dello scheletro. Possono inoltre essere utili quando si vuole approfondire una possibile osteoporosi secondaria, cioè una forma di osteoporosi associata ad altre condizioni o fattori.

È quindi importante distinguere tra gli esami che valutano il metabolismo osseo e la MOC, che invece misura direttamente la densità minerale dell’osso.

Vitamina D: quale valore controllare?

La vitamina D svolge un ruolo importante nella salute delle ossa perché contribuisce all’assorbimento del calcio.

Quando il medico ritiene necessario verificarne il livello, l’esame utilizzato è il dosaggio della 25-OH vitamina D, attraverso un semplice prelievo di sangue.

Un livello insufficiente di vitamina D può compromettere il corretto metabolismo del calcio e avere conseguenze sulla salute dello scheletro. Tuttavia, il risultato deve essere sempre interpretato in relazione alla situazione individuale.

Il controllo della vitamina D, inoltre, non permette di diagnosticare da solo l’osteoporosi. Un valore alterato non significa necessariamente che sia presente una riduzione della densità ossea, così come un valore nella norma non esclude automaticamente l’osteoporosi.

Per questo motivo, quando necessario, il dosaggio della vitamina D viene inserito all’interno di una valutazione più ampia.

Perché si controlla il calcio nel sangue?

Il calcio totale, o calcemia, è un altro parametro che può essere valutato quando si approfondisce la salute delle ossa.

Il calcio rappresenta uno dei principali minerali presenti nello scheletro ed è fondamentale per diverse funzioni dell’organismo. Il suo livello nel sangue viene regolato da un sistema complesso che coinvolge anche vitamina D e paratormone.

Un valore normale di calcio nel sangue non significa, però, che la densità delle ossa sia necessariamente normale. Allo stesso modo, un valore alterato non equivale automaticamente a una diagnosi di osteoporosi.

Per questo motivo, la calcemia può essere utile per valutare il metabolismo minerale, ma non sostituisce la MOC quando l'obiettivo è misurare la densità ossea.

A cosa serve il paratormone?

Il paratormone, o PTH, è un ormone prodotto dalle ghiandole paratiroidi e contribuisce alla regolazione dei livelli di calcio e fosforo nell’organismo.

Il suo dosaggio può essere richiesto quando il medico vuole approfondire eventuali alterazioni del metabolismo del calcio o valutare possibili cause associate alla perdita di massa ossea.

Il PTH viene generalmente interpretato insieme ad altri parametri, in particolare calcio e vitamina D. In determinate situazioni possono essere utili anche fosforo, magnesio e fosfatasi alcalina.

Anche in questo caso, è importante ricordare che il paratormone non è un esame diagnostico dell’osteoporosi. Il suo ruolo è diverso e riguarda soprattutto la valutazione del metabolismo osseo e minerale.

MOC o analisi del sangue: quali esami fare?

MOC e analisi del sangue non svolgono la stessa funzione e, quando indicato, possono essere utilizzati insieme.

Se vuoi sapere se hai una riduzione della densità minerale ossea, l’esame principale è la MOC.

Se invece vuoi valutare alcuni dei fattori che influenzano la salute delle ossa, possono essere indicati specifici esami del sangue.

In altre parole, la MOC permette di capire quanto sono dense le ossa, mentre gli esami ematici possono aiutare a individuare alterazioni del metabolismo osseo o condizioni che potrebbero favorire la perdita di massa ossea.

La scelta degli esami non dovrebbe quindi essere fatta in modo autonomo. In base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio, il medico può stabilire quali accertamenti siano realmente necessari.

Quando fare la MOC per controllare l’osteoporosi?

Non tutte le persone devono necessariamente sottoporsi alla MOC nello stesso momento. La valutazione dipende soprattutto dal rischio individuale di osteoporosi e di fratture.

L’età rappresenta uno dei principali fattori di rischio. Nelle donne, la perdita di massa ossea può aumentare soprattutto dopo la menopausa a causa della riduzione degli estrogeni.

Anche una precedente frattura provocata da un trauma minimo può rappresentare un campanello d’allarme. Altri fattori che possono aumentare il rischio sono familiarità per osteoporosi o fratture, basso peso corporeo, fumo, consumo eccessivo di alcol, menopausa precoce e uso prolungato di alcuni farmaci, come i corticosteroidi.

Anche alcune patologie possono favorire la perdita di massa ossea. In questi casi, il medico può valutare la necessità di una MOC e di eventuali esami del sangue.

Quali sono i sintomi dell’osteoporosi?

L’osteoporosi viene spesso definita una malattia silenziosa perché può svilupparsi senza provocare sintomi nelle fasi iniziali.

Una persona può quindi avere una riduzione della densità minerale ossea senza avvertire dolore o altri disturbi specifici.

In alcuni casi, la prima manifestazione può essere una frattura dopo una caduta o un trauma lieve. Le fratture vertebrali possono inoltre provocare mal di schiena, riduzione dell’altezza o modificazioni della postura.

Questo significa che non bisogna necessariamente aspettare la comparsa di sintomi per controllare la salute delle ossa. Se sono presenti diversi fattori di rischio, è opportuno parlarne con il proprio medico e valutare se sia necessario effettuare degli accertamenti.

Osteoporosi e osteopenia: qual è la differenza?

Osteoporosi e osteopenia non sono la stessa cosa.

L’osteopenia indica una densità minerale ossea inferiore alla norma, ma non abbastanza bassa da rientrare nella definizione densitometrica di osteoporosi. In genere, una MOC con T-score compreso tra -1 e -2,5 indica osteopenia.

Quando il T-score raggiunge o scende al di sotto di -2,5, il dato è compatibile con osteoporosi.

Avere osteopenia non significa necessariamente sviluppare osteoporosi. Allo stesso tempo, la valutazione del rischio di frattura non dipende esclusivamente dal T-score. Il medico può considerare anche età, precedenti fratture e altri fattori di rischio.

Per questo motivo, il risultato della MOC deve essere interpretato all’interno di una valutazione complessiva.

Come prevenire l’osteoporosi?

Se vuoi approfondire la salute delle tue ossa attraverso gli esami del sangue per la prevenzione dell’osteoporosi, GCS Point a Roma propone due pacchetti dedicati.

Il pacchetto Prevenzione Osteoporosi Base, comprende 25-OH vitamina D, calcio totale e paratormone.

Per una valutazione più ampia è disponibile il pacchetto Prevenzione Osteoporosi Gold, che comprende 25-OH vitamina D, fosforo sierico, calcio totale, magnesio sierico, fosfatasi alcalina e paratormone.

I due pacchetti permettono di controllare diversi parametri legati al metabolismo osseo. Se hai fattori di rischio o vuoi fare un controllo dei principali parametri legati alla salute delle ossa, puoi prenotare online il pacchetto Prevenzione Osteoporosi Base o Gold presso GCS Point a Roma e scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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