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Reflusso gastroesofageo: i sintomi da non ignorare

Reflusso gastroesofageo: i sintomi da non ignorare

22/06/2026

Hai mai avuto la sensazione di bruciore allo stomaco o in gola, soprattutto dopo i pasti o di notte? Potrebbe essere reflusso gastroesofageo — una condizione molto comune ma spesso sottovalutata. In questo articolo scoprirai i sintomi tipici e quelli meno noti, e capirai quando è il momento di rivolgerti a uno specialista.

Che cos'è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo (GERD) si verifica quando il contenuto acido dello stomaco risale verso l'esofago, irritandone le pareti. Alla base del problema c'è spesso un indebolimento dello sfintere esofageo inferiore, il muscolo che separa stomaco ed esofago.

Si tratta di una condizione molto frequente: si stima che in Italia ne soffra circa il 10–20% della popolazione adulta, anche se molti non lo sanno ancora.

I sintomi tipici: quando riconoscerlo subito

I segnali più classici del reflusso sono:

  • Bruciore di stomaco — sensazione di calore o acidità dietro lo sterno, spesso dopo i pasti o in posizione sdraiata
  • Rigurgito acido — risalita di liquido acido o amaro in gola o in bocca
  • Difficoltà nella deglutizione — sensazione di nodo in gola o di cibo "fermo"
  • Dolore toracico — a volte confuso con problemi cardiaci; da non trascurare mai

I sintomi atipici: quelli che spesso vengono ignorati

Il reflusso non si manifesta sempre con il classico bruciore. Esistono forme "silenziose" con sintomi che difficilmente si associano all'apparato digestivo:

  • Tosse cronica secca — soprattutto notturna, senza cause respiratorie evidenti
  • Raucedine o voce alterata — per l'irritazione delle corde vocali da parte dell'acido
  • Mal di gola ricorrente — soprattutto al mattino, senza febbre né infezione
  • Sensazione di globo faringeo — la fastidiosa impressione di avere qualcosa in gola
  • Alitosi — causata dai gas acidi che risalgono dallo stomaco

Se hai più di uno di questi sintomi, soprattutto se persistono da settimane, potrebbe valere la pena approfondire con una visita gastroenterologica

Quando è consigliata una visita specialistica?

Non è necessario aspettare che i sintomi diventino invalidanti. Rivolgersi a un gastroenterologo è consigliato se:

  • i sintomi si presentano più volte a settimana da almeno 4 settimane
  • i farmaci da banco (antiacidi) non danno sollievo duraturo
  • compaiono difficoltà a deglutire o calo di peso non spiegato
  • si associano tosse cronica, raucedine o dolore toracico

Lo specialista valuterà il quadro clinico e, se necessario, potrà prescrivere una gastroscopia per analizzare direttamente lo stato dell'esofago e dello stomaco.

Come si svolge la visita gastroenterologica?

La visita gastroenterologica è una consulenza medica specialistica che dura in genere 20–30 minuti. Il medico raccoglie la tua storia clinica, analizza i sintomi e può indicare eventuali esami di approfondimento come la gastroscopia o il test per l'Helicobacter pylori.

Non è un esame invasivo: si tratta di un colloquio professionale in cui potrai descrivere liberamente ciò che senti e ricevere indicazioni chiare sul percorso da seguire.

Piccole abitudini che fanno la differenza

In attesa della visita, alcune modifiche allo stile di vita possono ridurre i sintomi:

  • evita i pasti abbondanti, soprattutto la sera
  • riduci cibi grassi, speziati, alcolici e caffè
  • non sdraiarti subito dopo mangiato (aspetta almeno 2–3 ore)
  • se soffri di reflusso notturno, prova a sollevare leggermente la testa del letto
  • mantieni un peso corporeo nella norma: il sovrappeso aumenta la pressione addominale

Il reflusso gastroesofageo è una condizione trattabile ma va affrontata con la guida di uno specialista. Riconoscere i sintomi — anche quelli atipici — è il primo passo per stare meglio.

Prenota una prima visita con i nostri gastroenterologi a Roma per iniziare il tuo percorso di cura.

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