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Prevenzione dei tumori gastrointestinali: perché 'arrivare prima' è la tua migliore difesa

Prevenzione dei tumori gastrointestinali: perché 'arrivare prima' è la tua migliore difesa

04/05/2026

I tumori dell’apparato digerente – stomaco, colon, fegato e pancreas – rappresentano una delle principali sfide per la salute pubblica, soprattutto a causa della loro capacità di svilupparsi silenziosamente per anni. In questo scenario, la prevenzione e la diagnosi precoce non sono solo opzioni, ma veri e propri strumenti salvavita.

Ne parliamo con la Dott.ssa Katia Feole, gastroenterologa di GCS Point.


Dottoressa Feole, quanto sono diffusi oggi i tumori dell’apparato digerente in Italia?

«Purtroppo parliamo di patologie molto frequenti. Secondo il rapporto "I numeri del cancro in Italia", redatto da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRTUM, il tumore del colon-retto è il secondo tumore più diagnosticato tra le donne e il terzo tra gli uomini. Ogni anno si registrano circa 50.000 nuovi casi.Altre neoplasie, come quelle del fegato e del pancreas, pur avendo un'incidenza numerica inferiore, sono particolarmente insidiose perché spesso vengono diagnosticate in fase avanzata. Tuttavia, i dati della Fondazione Umberto Veronesi e di AIOM confermano che, se individuato precocemente, il tumore del colon-retto ha tassi di sopravvivenza a cinque anni che superano il 90%. Questo ci dice che la diagnosi precoce cambia radicalmente la prognosi.»


Quali sono i principali fattori di rischio che i pazienti dovrebbero monitorare?

«Dobbiamo distinguere tra fattori non modificabili, come la familiarità, e fattori su cui possiamo intervenire. Ad esempio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) indicano chiaramente l'infezione da Helicobacter Pylori come il principale fattore di rischio per il tumore gastrico. Allo stesso modo, le epatiti virali (B e C) e la steatosi epatica non alcolica (il cosiddetto "fegato grasso", legato a obesità e sindrome metabolica) sono precursori critici per le patologie del fegato. Non dimentichiamo poi l'impatto di alcol, fumo e una dieta eccessivamente ricca di carni rosse e lavorate, fattori ormai accertati dalla letteratura scientifica internazionale.»


Perché gli screening preventivi sono considerati fondamentali?

«Perché lo screening ha un valore predittivo e preventivo unico. Molti tumori gastrointestinali non nascono come tali ma evolvono da lesioni precancerose, come i polipi adenomatosi del colon. Individuare e rimuovere un polipo durante una colonscopia significa prevenire l'insorgenza del tumore stesso. Lo screening ci permette di "arrivare prima" del cancro, trasformando una potenziale patologia grave in un intervento risolutivo minimo.»


A che età è consigliato iniziare i controlli preventivi?

«Le linee guida nazionali del Ministero della Salute raccomandano lo screening per il tumore del colon-retto a partire dai 50 anni. Tuttavia negli ultimi anni stiamo assistendo ad un incremento dei casi in soggetti più giovani, pertanto questa soglia va necessariamente anticipata se il paziente presenta una familiarità (casi in famiglia di tumori o poliposi) o se manifesta sintomi sospetti.

In GCS Point promuoviamo un approccio personalizzato: valutiamo il profilo di rischio specifico di ogni persona per costruire un calendario di controlli su misura.»


Quali sono gli esami clinici più efficaci per una prevenzione completa?

«Un percorso serio deve essere multidisciplinare.Iniziamo dagli esami di laboratorio: la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF) è il primo step fondamentale, così come i test sierologici per l'Helicobacter Pylori e gli screening per le epatiti.

Anche esami del sangue ad ampio spettro (come Emocromo, Sideremia, Ferritina, Acido folico, Vitamina B12, Transaminasi GOT e GPT, GGT, Amilasi, Lipasi) ci possono dare delle indicazioni molto utili.

L’ecografia dell’addome superiore è poi un esame non invasivo ma preziosissimo: ci permette di monitorare lo stato di fegato e pancreas con grande precisione. In presenza di fattori di rischio o positività ai primi test, si procede poi con indagini endoscopiche di secondo livello (Gastroscopia e Colonscopia).»


Quanto influisce lo stile di vita quotidiano?

«Moltissimo! Il World Cancer Research Fund stima che circa un terzo dei tumori comuni potrebbe essere evitato solo attraverso l'alimentazione e l'attività fisica. Una dieta ricca di fibre, cereali integrali e legumi protegge attivamente la mucosa intestinale. La prevenzione è un impegno quotidiano che il paziente prende con sé stesso e il compito di noi specialisti è guidarlo in questo percorso.»


Dottoressa, quale messaggio vorrebbe lasciare a chi rimanda continuamente i controlli?

«Il messaggio è semplice: la paura non deve superare la consapevolezza. I tumori dell'apparato digerente sono spesso "silenziosi" nelle fasi iniziali, ovvero quando sono più curabili. Fare prevenzione non significa "cercare una malattia" ma "proteggere la propria salute". Non aspettate i sintomi: agite ora. La prevenzione è l'investimento più sicuro che possiate fare per il vostro futuro!»


Fonti:

  1. AIOM – AIRTUM: "I numeri del cancro in Italia 2023/2024".
  2. Ministero della Salute: Linee guida per lo screening oncologico.
  3. IARC (International Agency for Research on Cancer): Monografie sui fattori di rischio cancerogeni.
  4. WCRF (World Cancer Research Fund): Diet, Nutrition, Physical Activity and Cancer.

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