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10/08/2026
La vulvodinia è un dolore cronico alla vulva che può durare mesi o anni, spesso senza una causa visibile agli esami di routine. Proprio per questo motivo molte donne faticano a farsi capire, anche dai medici.
In questo articolo raccontiamo il percorso tipico di chi convive con questo disturbo, alternando testimonianze di pazienti reali (qui riportate con nomi di fantasia) a spiegazioni cliniche, per aiutarti a riconoscerti e capire quali strade sono oggi disponibili.
"Per un anno ho pensato che il bruciore fosse legato allo stress da lavoro. Poi ho capito che non passava mai, nemmeno nei weekend."
Erika - 27 anni
La vulvodinia si manifesta con bruciore, dolore, sensazione di puntura o irritazione nella zona vulvare che può essere costante oppure comparire solo in determinate situazioni, come i rapporti sessuali, l'uso di indumenti stretti o la posizione seduta prolungata.
Non è legata a un'infezione in corso né a una causa visibile con i normali esami ginecologici, il che spesso porta a mesi (se non anni) di ricerca di una diagnosi.
"Ogni medico mi diceva una cosa diversa e mai risolutiva.
Solo l'ultima specialista, che per altro era un'ostetrica esperta in disfunzioni del pavimento pelvico, mi ha spiegato che il dolore poteva partire anche dai muscoli del pavimento pelvico."
Alessandra - 39 anni
Le cause della vulvodinia non sono ancora del tutto chiarite e spesso si tratta di un insieme di fattori: alterazioni della sensibilità nervosa locale, ipertono del pavimento pelvico, infiammazioni pregresse, fattori ormonali o anche una componente di sensibilizzazione del sistema nervoso centrale al dolore.
È per questo che la vulvodinia richiede quasi sempre un approccio multidisciplinare che coinvolga allo stesso modo ginecologo, specialista del pavimento pelvico (ostetrica, a volte anche fisioterapista) e talvolta anche il supporto psicologico.
"Quando la specialista mi ha detto 'quello che hai si chiama vulvodinia', per la prima volta non mi sono sentita sola."
Marilena - 33 anni
La diagnosi si basa principalmente sulla storia clinica della paziente e su un test specifico, il cotton swab test, che consiste nel toccare delicatamente diverse aree della vulva con un tampone per individuare i punti di dolore. Vengono inoltre esclusi altri disturbi con sintomi simili, come infezioni, dermatosi vulvari o altre condizioni ginecologiche.
Una valutazione completa del pavimento pelvico chiude poi il quadro diagnostico.
"Dopo la riabilitazione del pavimento pelvico il dolore non è sparito subito ma ha iniziato a diminuire settimana dopo settimana."
Rebecca - 25 anni
Non esiste un'unica cura per la vulvodinia ma un percorso personalizzato e multidisciplinare che può includere diverse opportunità terapeutiche, spesso combinate tra loro:
Molte donne riportano un miglioramento significativo con un percorso multidisciplinare costante, anche se i tempi di recupero variano da persona a persona.
Se riconosci questi sintomi da tempo e non hai ancora avuto risposte chiare, non sei sola: la vulvodinia è un disturbo reale, diagnosticabile e trattabile.
Il primo passo è rivolgersi a uno specialista con esperienza specifica in dolore pelvico e vulvare per costruire un percorso su misura che tenga conto di tutti gli aspetti coinvolti, da quello muscolare a quello emotivo: presso il GCS Point puoi prenotare un primo consulto gratuito con l'ostetrica specializzata che ti condurrà nel tuo percorso.