La riabilitazione del pavimento pelvico viene consigliata soprattutto per far fronte a problematiche come l’incontinenza urinaria e il prolasso. Parliamone più dettagliatamente.

Il pavimento pelvico e la valutazione del suo stato di salute

Il pavimento pelvico, chiamato anche perineo, rappresenta la base dinamica del nostro corpo, un vero e proprio “pavimento” che sostiene i visceri. Si identifica come l’area che va dal pube all’ano, chiude il bacino nella parte bassa e sostiene la vescica, l’utero e l’ultima parte dell’intestino.

Il pavimento pelvico è composto dunque da un insieme di muscoli che concorrono al sostegno degli organi pelvici, i quali potrebbero prolassare in caso di eccessivo cedimento della muscolatura. Questo ci fa capire quanto la conoscenza e la cura del pavimento pelvico siano “centrali” nella qualità di vita della persona. Sarebbe ideale impostare percorsi di prevenzione ancor prima di rieducazione, in modo da mantenere e favorire la naturale elasticità e resistenza di tale muscolatura.

Fortunatamente negli ultimi anni la medicina ha fatto importanti passi avanti nello studio ed applicazione di approcci “conservativi” della muscolatura perineale, che, in caso di fastidi o peggio disfunzioni, risparmiano ai pazienti invasivi interventi chirurgici.

Vengono dunque impostati sempre più frequentemente percorsi di riabilitazione del pavimento pelvico molto efficaci, in grado di evitare (o comunque supportare) le più tradizionali strategie invasive per i disturbi pelvi-perineali.

Valutazione dello stato di salute del pavimento pelvico

Vediamo quando è necessario effettuare una valutazione dello stato di salute del pavimento pelvico e quindi, eventualmente, impostare un percorso riabilitativo:

  • In caso di prolasso rettale, uterino o vescicale
  • In caso di perdita involontaria di urina/gas/feci o di vera e propria incontinenza urinaria e/o fecale
  • Quando si avverte frequentemente l’urgenza di urinare/defecare
  • Quando si sente un “senso di peso” vescicale/anale In avvicinamento alla menopausa In presenza di cistiti ricorrenti
  • Dopo un intervento chirurgico per emorroidi, isterectomia, prostatectomia In caso di dolore (vulvodinia) o diminuzione del piacere durante i rapporti sessuali
  • Dopo il parto, sia vaginale che cesareo

La Riabilitazione (o rieducazione) rappresenta sempre più spesso la prima scelta terapeutica per le disfunzioni perineali in quanto:

  • È altamente personalizzabile sulle necessità del paziente
  • È essenzialmente priva di effetti collaterali
  • È indolore
  • Può efficacemente essere rinforzata con esercizi da svolgere a casa
  • Non prevede assunzione di farmaci
  • È di documentata efficacia (successo nell’80-95%)

Riabilitazione del pavimento pelvico: tecniche e risultati

Vediamo ora in che cosa consiste praticamente la riabilitazione del pavimento pelvico.
Si tratta di un insieme di tecniche di tipo conservativo, con minima invasività, atte a migliorare la sensibilità, la coordinazione, la contrazione e la resistenza dei muscoli perineali.
L'obiettivo è di attenuare o risolvere i segni e sintomi derivanti dalle disfunzioni della muscolatura che costituisce il pavimento pelvico stesso.

3 sono gli step fondamentali seguiti dal terapeuta (fisioterapista o ostetrica):

  1. Presa di coscienza della muscolatura: si aiuta il paziente ad individuare e “sentire” la muscolatura del pavimento pelvico attraverso un lavoro propriocettivo e di consapevolezza
  2. Potenziamento della muscolatura: attività ed esercizi per il rinforzo e l’aumento dell’elasticità della muscolatura
  3. Attivazione della muscolatura: corretto utilizzo della muscolatura nella vita di tutti i giorni

Un altro importante obiettivo della riabilitazione è l’educazione comportamentale del paziente, che durante il percorso diventa pienamente consapevole dei corretti movimenti da eseguire nelle attività quotidiane, in modo da prevenire ricadute e nuove patologie.

Le tecniche per la riabilitazione del pavimento pelvico

Le tecniche di cui si avvale la riabilitazione del pavimento pelvico sono:

  • Chinesiterapia pelvi-perineale: esercizi di contrazione e rilassamento dei muscoli
  • Biofeedback: uso di un’apparecchiatura che è in grado di registrare una contrazione o un rilassamento muscolare che potrebbero non essere percepiti consapevolmente dal paziente
  • Elettrostimolazione funzionale (SEF): uso di un’apparecchiatura che contrae i muscoli perineali, in caso non si riescano a contrarre volontariamente

Sulla base dell’anamnesi effettuata durante la prima valutazione, il terapeuta fissa in accordo con la paziente gli obiettivi da raggiungere e imposta un programma riabilitativo.

Risultati raggiungibili con il percorso di riabilitazione

È corretto evidenziare che i risultati che si possono ottenere da un percorso di riabilitazione sono sorprendenti e soprattutto si riverberano sullo stato di benessere generale di tutto il corpo:

  • Avere consapevolezza dei muscoli del perineo consente di controllarli quando si starnutisce o mentre si tossisce, eliminando così le fastidiose perdite urinarie
  • Un efficace miglioramento del mal di schiena: lavorando correttamente, bacino e perineo sostengono tutta la muscolatura della schiena
  • Allineamento posturale con conseguente diminuzione della tensione sulle spalle e sulla cervicale
  • Miglioramento dell’evento parto, con la conseguente diminuzione delle episiotomie
  • Velocizzazione dei tempi di recupero post-chirurgici
  • Recupero del piacere sessuale

Presso l’Area Salute Donna del GCS Point è possibile effettuare:

  • Valutazione del pavimento pelvico
  • Riabilitazione e rieducazione del pavimento pelvico