Il fibroma uterino è la lesione uterina più frequente e comune che si verifica durante il periodo fertile (tra i 30 e i 50 anni). La loro prevalenza aumenta con l’età ma, dopo i 50 anni (con l’arrivo della menopausa), i fibromi uterini tendono a regredire o scomparire del tutto.

Cos’è e come si forma il fibroma uterino

I fibromi uterini (chiamati anche miomi e leiomiomi) sono neoformazioni benigne che hanno origine dal tessuto muscolare liscio dell’utero.

Molti fibromi sono di piccole dimensioni e asintomatici mentre altri possono comportare sintomi come:

  • anomalo sanguinamento uterino
  • stipsi e dolore alla minzione
  • mestruazioni abbondanti e/o ravvicinate
  • sensazione di gonfiore addominale
  • dolore durante i rapporti sessuali

Non sono ancora chiare le cause che determinano la formazione dei fibromi uterini. Sembrerebbe avere un ruolo importante però la predisposizione genetica.

Tipologie di fibromi

Possiamo individuare 3 tipologie di fibromi:

  • fibromi intramurali: si sviluppano verso la cavità uterina
  • fibromi sottosierosi (i più comuni): si sviluppano verso l’esterno dell’utero
  • fibromi sottomucosi (meno comuni): si sviluppano all’interno della cavità uterina

All’interno dell’utero possono essere presenti anche diverse tipologie di fibroma.
I fibromi possono aumentare il rischio di infertilità e causare un'emorragia post-partum.

I fibromi uterini vanno tenuti sotto controllo soprattutto in gravidanza perché con la maggiore produzione di ormoni potrebbe aumentare il volume e comportare una seri di problemi come: aborto spontaneo, contrazioni premature etc.

Come diagnosticare e trattare il fibroma all’utero

Il fibroma all’utero può essere diagnosticato attraverso una semplice visita ginecologica.
Tra gli esami diagnostici consigliati:

  • ecografia pelvica, definisce localizzazione, volume e numero di fibromi
  • ecografia transvaginale, definisce la morfologia del fibroma
  • risonanza magnetica, definisce il possibile coinvolgimento delle cellule dello stroma della vagina e del miometrio.

Il trattamento può prevedere una cura farmacologica per i sintomi (come l’assunzione della pillola anticoncezionale, progesterone naturale o farmaci progestinici) o un trattamento chirurgico (miomectomia) per l’asportazione dei fibromi o dell’utero.
L’intervento chirurgico può essere eseguito in laparoscopia (attraverso un’apertura nell’addome).
Attraverso l’isteroscopia possono essere rilevate rilevate le eventuali neoplasie. Questa tecnica può essere utilizzata anche per il trattamento di interventi chirurgici semplici volti ad eliminare il fibroma dall’utero.

Un'altra tecnica è l'embolizzazione: una tecnica radiologica che va a individuare e occludere l’arteria che alimenta il fibroma. In questo modo, il fibroma cessa di crescere e si verifica una progressiva riduzione del suo volume senza dover intervenire chirurgicamente. È doveroso specificare però, che questa procedura non è attuabile per tutti i tipi di miomi e come controindicazione può comportare dolore e perdite ematiche.